martedì 2 aprile 2013

ROLANDO RIVI, NUOVA TAPPA VERSO LA BEATIFICAZIONE


  
Il seminarista reggiano Rolando Rivi, riconosciuto martire, sarà presto proclamato Beato. Papa Francesco, nella giornata del 27 marzo ha infatti autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il martirio di questo Servo di Dio, seminarista del Seminario di Marola, ucciso in odio alla fede il 13 aprile 1945 a Piane di Monchio (Modena), quando aveva solo 14 anni.
La decisione del Santo Padre è stata presa nel corso dell’udienza concessa al cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e ha riguardato anche altri Servi di Dio, tra cui numerosi martiri spagnoli. Rolando Rivi entra così a far parte del primo gruppo di beati voluti dal nuovo Papa. La maggior parte sono martiri della guerra civile spagnola, vittime dei regimi comunisti dell’Est e del nazismo. Ma vi sono anche tre italiani, tra cui Rolando Rivi. La storia del giovane seminarista è emblematica di un clima d’odio alimentato dal fanatismo anticlericale. La Chiesa ha riconosciuto che fu ucciso in odio alla fede.
La notizia della firma di Papa Francesco è stata diffusa il giorno successivo dal sito della Santa Sede www.news.va, suscitando commozione e felicità grande, nella giornata di Giovedì Santo, in tutta la nostra Diocesi.
Il vescovo Massimo Camisasca – si legge in una nota stampa diffusa lo stesso 28 marzo - ha appreso con gioia la notizia che il Santo Padre Francesco ha autorizzato la pubblicazione del decreto per il martirio di Rolando Rivi, seminarista nella nostra casa di formazione a Marola dal 1942 fino alla morte, quando è stato ucciso in odio alla fede. "Possa la nostra Chiesa in questo Anno della fede ritrovare, anche per l’intercessione dei suoi santi e dei suoi martiri, la gioia e la baldanza della propria fede. Sappia comunicarla con passione agli uomini e alle donne che non conoscono Cristo. Sappia essere sempre strumento di riconciliazione con Dio e fra gli uomini. Chiediamo a Rolando Rivi, presto beato, di ottenere la grazia di tante vocazioni per la nostra Chiesa", ha immediatamente dichiarato monsignor Camisasca.
Avuta la notizia, anche i membri del Comitato Amici di Rolando Rivi, che nel 2005 hanno avviato la causa di beatificazione e ne sostengono il cammino, hanno espresso gioia e viva gratitudine al Santo Padre Francesco per la sua decisione. Ricordiamo che il Comitato, originariamente presieduto da don Alberto Cammellini, è attualmente guidato da mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara - Comacchio.
Rolando Rivi nasce il 7 gennaio 1931, figlio di contadini cristiani, nella casa del Poggiolo, a San Valentino, nel Comune di Castellarano (Reggio Emilia). Il padre si chiama Roberto Rivi e la madre Albertina Canovi. Ragazzo intelligente e vivace, "il più scatenato nei giochi, il più assorto nella preghiera", Rolando matura presto un’autentica vocazione al sacerdozio. A soli 11 anni, nel 1942, mentre l’Italia è già in guerra, il ragazzo entra nel Seminario di Marola (Reggio Emilia) e veste per la prima volta l’abito talare, che non lascerà più sino al martirio.
Il desiderio di diventare "sacerdote e missionario" cresce guardando alla figura del suo parroco, don Olinto Marzocchini, "uomo di ricchissima vita interiore, attento alle cose che veramente contano", che fu per il ragazzo una guida e un maestro.
Nell’estate del 1944 il Seminario di Marola viene occupato dai soldati tedeschi e sgomberato. Rolando, tornato a casa, continua gli studi da seminarista sotto la guida del parroco, e porta nel suo paese un’ardente testimonianza di fede e di carità, vestendo sempre l’abito talare.
Per questa sua testimonianza di amore a Gesù, così intensa da attirare gli altri ragazzi verso l’esperienza cristiana, Rolando, nel clima di odio contro i sacerdoti diffusosi in quel periodo, finisce nel mirino di un gruppo di partigiani comunisti. Il 10 aprile 1945, il seminarista viene sequestrato, portato prigioniero a Piane di Monchio, nel Comune di Palagano sull’Appennino modenese, rinchiuso in un casolare per tre giorni, brutalmente picchiato e torturato. Venerdì 13 aprile 1945, alle tre del pomeriggio, il ragazzo innocente, a soli 14 anni, spogliato a forza della sua veste talare, viene trascinato in un bosco di Piane di Monchio e ucciso con due colpi di pistola. Quando Rolando capisce che i carnefici non avranno pietà, chiede solo di poter pregare per il suo papà e per la sua mamma. Anche in quest’ultimo istante, nella preghiera, Rolando riafferma la sua appartenenza all’amico Gesù, al suo amore e alla sua misericordia.
Nel 1951 la Corte di Assise di Lucca condanna gli autori dell’efferato omicidio. La condanna viene confermata nel 1952 dalla Corte di Assise di Appello di Firenze e diventa definitiva in Cassazione.
Rolando amava la tonaca, che non smetteva mai. Già a 11 anni diceva: "Io sono di Gesù".
La causa diocesana di beatificazione di Rolando - svoltasi nella diocesi di Modena poichè Rolando è stato ucciso a Piane di Monchio nel modednese - è stata aperta nella chiesa modenese di Sant'Agostino il 7 gennaio 2006. Il processo diocesano è stato chiuso in modo solenne dall'arcivescovo abate di Modena-Nonantola Benito Cocchi il 24 giugno 2006 con l'affermazione che il martirio del giovane seminarista reggiano "ci pare avvenuto realmente in odium fidei"
Il 23 giugno 2010 la positio del Servo di Dio Rolando Rivi è stata iscritta nel protocollo dei martiri presso la Congregazione per le Cause dei Santi a Roma. Ancora, va ricordato che, nell’ambito del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona (2011), le quinte classi frequentanti la scuola primaria di Cadelbosco Sopra, in quell’anno scolastico guidate dalle insegnanti Fabiana Guerra e Mirca Immovilli, hanno vinto il primo premio del Concorso su temi religiosi nella loro categoria, preparando un dvd in cui si racconta la vita e la storia del Servo di Dio Rolando Rivi. Il lavoro - molto apprezzato e valutato col massimo dei voti dal Comitato scelto e presieduto dal direttore della Cei-Scuola, don Maurizio Viviani - è a disposizione, gratuitamente, per chi lo volesse (per informazioni si consiglia di visitare il sito www.portaleirc.it o cliccare qui).
Il seminarista Rolando appartiene più che mai alla diocesi dove è stato battezzato e cresimato, al seminario di Marola, ai luoghi reggiani dell’infanzia e dell’adolescenza. A lui è intitolata la sede dell’anno propedeutico dei seminaristi di Reggio Emilia, nella canonica di Coviolo.
Dopo questa importante notizia acquista particolare rilievo la celebrazione che il prossimo sabato 13 aprile si svolgerà nel Duomo di Modena, alle 18, in memoria del martirio del Servo di Dio Rolando Rivi, a cui sarà presente il vescovo Massimo Camisasca. In quell’occasione l’arcivescovo di Modena Lanfranchi darà l’annuncio ufficiale dell’avvenuta autorizzazione da parte del Santo Padre.
Ora si attende solo di sapere la data della solenne cerimonia di beatificazione di Rivi, che verrà definita dalla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi.
COMUNICATO STAMPA
del Comitato Amici di Rolando Rivi

Ieri, mercoledì 27 marzo, il Santo Padre Francesco, ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il martirio del Servo di Dio Rolando Rivi, giovane seminarista ucciso in odio alla fede il 13 aprile 1945 a Piane di Monchio (Modena).

La decisione del Santo Padre è stata presa nel corso dell’udienza concessa al Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ha riguardato anche altri Servi di Dio, tra cui martiri spagnoli. Rolando Rivi entra così a far parte del primo gruppo di beati voluti dal Papa dopo la sua nomina.

La notizia è stata diffusa in data odierna dal sito della Santa Sede NEWS.VA. Dopo questa importante notizia acquista particolare rilievo la celebrazione che il 13 aprile prossimo si svolgerà nel Duomo di Modena, alle ore 18, in memoria del martirio del Servo di Dio Rolando Rivi. In quella occasione l’Arcivescovo di Modena, S.E. Mons. Antonio Lanfranchi, darà l’annuncio ufficiale dell’avvenuta autorizzazione da parte del Santo Padre.

Avuta la notizia, i membri del Comitato Amici di Rolando Rivi, che nel 2005 hanno avviato la causa di beatificazione e ne sostengono il cammino, hanno espresso gioia e viva gratitudine al Santo Padre Francesco che ha voluto, tra i primi atti del suo pontificato, autorizzare il compimento del cammino verso la beatificazione anche del seminarista martire Rolando Rivi.


COMITATO AMICI DI ROLANDO RIVI

Reggio Emilia, 28 marzo 201
PER INFORMAZIONI SU ROLANDO RIVI
SCRIVERE ALL'INDIRIZZO DEL
"COMITATO AMICI DI ROLANDO RIVI":

domenica 31 marzo 2013

REGGIO EMILIA - 7/04/12: Santa Messa cantata in San Giovannino


DOMENICA 7 APRILE alle ore 18 nella chiesa di San Giovannino a Reggio Emilia, sarà celebrata la Santa Messa della Domenica in albis. 
Alle 17.30 si reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia per l'acquisto della Santa Indulgenza. A seguire il Santo Rosario.

La Santa Messa sarà nella forma cantata.  
Il servizio musicale sarà svolto dal Coro Ensemble "Amorosa Vox" di Reggio Emilia.

Introito: Quasi modo géniti infántes (Graduale Romanum) 
Alleluia: In die resurrectiónis meæ - Post dies octo (Graduale Romanum)
Offertorio: Ángelus Dómini descéndit de cælo (Graduale Romanum)
Mottetto d'offertorio: Iubilate Deo (Mozart)
Comunione: Mitte manum tuam (Graduale Romanum)
Mottetti di Comunione: Ave, verum corpus (Mozart)- Laudate nomen Domini (Tye)
Canto finale: Regina cæli (gregoriano) - Regina cæli (Gastoldi)

Nota liturgica:
7 aprile: DOMENICA IN ALBIS – OTTAVA DI PASQUA
I classe – Paramenti bianchi – Messa: “Quasi modo” – Gloria – Epistola (I Gv 5, 4-10) – Allelúia – Vangelo (Gv 20, 19-31) – Credo – Prefazio di Pasqua (“in hoc potissimum”) – Congedo: “Ite Missa est”.

Perchè "Dominica in albis":
Questa domenica si chiama "in albis", e più propriamente "in albis depósitis", perché era il primo giorno in cui i neofiti comparivano nelle funzioni liturgiche con le vesti ordinarie, dopo aver deposto le albe (tuniche bianche) ricevute il sabato santo e che avevano indossato durante tutta la settimana.

  
Indulgenza plenaria per la festa della Divina Misericordia
 
È concessa l’Indulgenza plenaria, alle solite condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Prima Domenica dopo la Pasqua, in qualunque chiesa o oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento dell'Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l'aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. «Gesù Misericordioso, confido in Te»). Si concede l'Indulgenza parziale al fedele che, almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente approvate. (Ex decreto S. Pænitentiariæ Ap., 29 iunii 2002).

venerdì 15 marzo 2013

HABÉMUS PAPAM

Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è stato eletto Sommo Pontefice, 265° successore di Pietro, ed ha scelto il nome di Francesco.

Ne ha dato il solenne annuncio al popolo, alle ore 20.12, dalla Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana, il Cardinale Protodiacono Jean-Louis Tauran, in seguito alla fumata bianca delle ore 19.06.

Orémus pro Pontífice nostro Francísco.
Dóminus consérvet eum, et vivíficet eum, 
et beátum fáciat eum in terra,
et non tradat eum in ánimam inimicórum éius.

Preghiamo per il nostro Pontefice Francesco.
Il Signore lo conservi, gli doni vita e salute,
lo renda felice sulla terra
e non lo lasci cadere nelle mani dei suoi nemici.

giovedì 7 marzo 2013

Correggio - 23/03/13: Santa Messa in Santa Chiara


(Le celebrazione prevista il 16/03 è stata rinviata a:)
Sabato 23 marzo alle ore 11.30, presso la chiesa di Santa Chiara nel Monastero delle Clarisse Cappuccine a Correggio, don Rino Bortolotti celebrerà la Santa Messa nella forma straordinaria. 

sabato 2 marzo 2013

PREGHIAMO PER LA SANTA CHIESA DI DIO

Dalle ore 20 del 28 febbraio 2013
LA SEDE APOSTOLICA È VACANTE

Orémus




Súpplici, Dómine, humilitáte depóscimus: ut sacrosánctæ Románæ Ecclésiæ concédat Pontíficem illum tua imménsa píetas; qui et pio in nos stúdio semper tibi plácitus, et tuo pópulo pro salúbri regímine sit assídue ad glóriam tui nóminis reveréndus. Per Dóminum nostrum Iesum Christum Filium tuum qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus per omnia sæcula sæculorum. Amen.

Ti supplichiamo umilmente, o Signore, di concedere, per la tua immensa pietà, alla sacrosanta Chiesa Romana un Pontefice che a te sia accetto per santo zelo verso il gregge, e presso il tuo popolo sia degno di continua riverenza per il saggio governo a gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo.

giovedì 28 febbraio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

Messaggio del Vescovo Massimo sulla rinuncia di Benedetto XVI


La prima parola che voglio dire è di ringraziamento a Dio per averci concesso questo Papa, per averci donato la sua profondità intellettuale e spirituale, la sua finezza d’animo, la sua umiltà. Io personalmente devo molto a lui. Gli sono grato per l’affetto che ha sempre dimostrato per la mia persona. L’annuncio delle dimissioni che il Papa ha dato questa mattina al concistoro dei Cardinali mi riempie di silenzio e di preghiera. Di silenzio perché sono consapevole di partecipare a un momento grande della storia della Chiesa. Essa infatti è segnata soprattutto dal rapporto di ogni uomo con Dio, dall’adesione alla sua volontà.
Il Papa, nella profondità della sua coscienza cristiana, ha percepito che rispondere oggi a Dio significava per lui ritirarsi. È una scelta drammatica e, nello stesso tempo – ne sono sicuro – apportatrice di pace per il suo animo credente. Esce così dalla scena del governo della Chiesa un grande Papa, che verrà ricordato per tante ragioni. Alla morte di Giovanni Paolo II, dopo 27 anni di magistero incisivo e planetario, tutti ci chiedevamo: “Chi potrà succedere a un simile Papa? Chi potrà imprimere un suo stile dopo una tale altezza di presenza e di parola?” Benedetto XVI, con grande umiltà, ha saputo disegnare una sua linea di interpretazione del sommo pontificato. Una linea che è passata attraverso la catechesi. Egli verrà ricordato nei secoli, a mio parere, come un nuovo Leone Magno, un nuovo Gregorio Magno, un vescovo che ha saputo introdurre i cristiani in una visione profonda e sintetica dell’esperienza della Chiesa, mettendo al centro di essa la liturgia e la preghiera.
Benedetto XVI è stato un Papa che ha svelato la carità come contenuto della fede. Lo ha detto nel messaggio per la Quaresima e mostrato con questo suo ultimo atto di governo. Egli ha espresso ciò che è essenziale nel cristianesimo: il legame con la Tradizione, la centralità della liturgia, la necessità della grazia che salva, la superiorità della vita personale di fronte ad ogni burocrazia o sovrastruttura. Nello stesso tempo egli ha parlato a tutti gli uomini, mostrando la grande stima che il cristianesimo ha della ragione umana e combattendo contro ogni riduzione di essa. Il Logos è il cuore del cristianesimo: è questo il principio che combatte ogni assolutizzazione politica della religione. Ha posto continuamente sul tappeto il tema della convivenza tra i popoli e le religioni. Inizia ora un tempo di preghiera nella Chiesa, affinché sia concesso dallo Spirito di Dio un nuovo Papa che sappia continuare l’opera dei suoi predecessori con la santità che i papi del Novecento hanno saputo incarnare in modo così mirabile.

lunedì 11 febbraio 2013

Benedetto XVI rinuncia al ministero di Vescovo di Roma, successore di San Pietro




DECLARATIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

SULLA SUA RINUNCIA AL MINISTERO DI VESCOVO DI ROMA, SUCCESSORE DI SAN PIETRO


11.02.2013


DECLARATIO DEL SANTO PADRE


Fratres carissimi

Non solum propter tres canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem magni momenti pro Ecclesiae vita communicem. Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum.

Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII, hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse.

Fratres carissimi, ex toto corde gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei portastis et veniam peto pro omnibus defectibus meis. Nunc autem Sanctam Dei Ecclesiam curae Summi eius Pastoris, Domini nostri Iesu Christi confidimus sanctamque eius Matrem Mariam imploramus, ut patribus Cardinalibus in eligendo novo Summo Pontifice materna sua bonitate assistat. Quod ad me attinet etiam in futuro vita orationi dedicata Sanctae Ecclesiae Dei toto ex corde servire velim.

Ex Aedibus Vaticanis, die 10 mensis februarii MMXIII

BENEDICTUS PP XVI



TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA


Carissimi Fratelli,

vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.

Dal Vaticano, 10 febbraio 2013

BENEDICTUS PP XVI

giovedì 17 gennaio 2013

CORREGGIO - Prossime Messe in Santa Chiara

Avviso delle prossime Messe a Correggio:
 
Sabato 26 gennaio e sabato 16 marzo alle ore 11.30, presso la chiesa di Santa Chiara nel Monastero delle Clarisse Cappuccine a Correggio, don Rino Bortolotti celebrerà la Santa Messa nella forma straordinaria.

sabato 5 gennaio 2013

REGGIO EMILIA - S. Messa ogni prima domenica del mese

Anche per l'anno 2013 prosegue regolarmente la celebrazione della Santa Messa in forma straordinaria a Reggio Emilia. 
La S. Messa viene celebrata ogni prima domenica del mese nella chiesa di San Giovannino a Reggio Emilia alle ore 18.



Per ulteriori informazioni clicca qui o scrivi a messainlatinoreggioemilia@gmail.com